L'apostrofo

Videoclip ufficiale de "L'apostrofo". Scritto e composto da Gabriele Fabbri ed interpretato in featuring con Betty Rose, vede l'arrangiamento di Piermatteo Carattoni, coproduttore assieme a Radio Derbi Web con la sua Lotus Music, nonchè la regia ed il montaggio del videomaker Andrea Parolo. In origine doveva essere interpretato da attori ed i due interpreti dovevano fungere da comparse ma... la storia raccontata è troppo vera e genuina per lasciarla interpretare ad altri! Nata da una frase letta su di un Social, descrittiva in quel contesto di un fatto negativo, è bastato spostare un apostrofo per modificarne il senso. L'apostrofo, come a significare che basta davvero poco per cambiare il senso di una frase, di un dialogo, di una giornata, di una vita intera! Ambientata in una tranquilla cittadina dell'entroterra romagnolo, e girata tra la relativa stazione ferroviaria ed un piccolo bar di paese, inscena perfettamente, nel testo più in grande ed in generale, nel video in modo forse più piccolo ed intimistico, il vivere di corsa che c'è oggigiorno, e quanto venga usato come scusante per poter dire, soprattutto a se stessi, di non avere mai tempo per fare nulla!

 

L'apostrofo

 

(Gabriele Fabbri)

 

Gabriele Fabbri feat. Betty Rose

 

 

 

 

 

 

Vivevano distanti uno qua e l'altra la

agli angoli opposti della stessa città

orari in comune sulla linea del metrò

ma direzioni opposte perchè no

 

è dura la vita così

solo un momento per fare colazione e poi via

da qui di corsa sotto il sole o con la pioggia a perdifiato

attraversando il tempo il primo treno è già passato

 

giocavano a rincorrersi senza voltarsi mai

il cuore che pompava sangue non fermava sai

lo scorrere del tempo ed il passare delle ore

e il lento trascinarsi di scarpe e suole

 

ma che vita è

tutto il giorno in statico movimento

il mio sogno qual'è

lascio dietro al finestrino un punto fermo

 

due treni un pò in ritardo una strana coincidenza

ma già il secondo giorno non riuscivamo a stare

senza guardarci nello sguardo e sentir pulsar la vena

ma solamente per il tempo di scendere e di risalire appena

 

con la ventiquattrore camminava nel silenzio

la mente nel computer i piedi sul cemento

lo sguardo un passo avanti ma gli occhi uno più indietro

come per guardarsi sempre attraverso un vetro

 

occhiali da sole van di moda sempre

giù sicuro di guardare senza guardarsi più

negli occhi per davvero perchè non c'è mai tempo

di lasciarsi andare e di assaporare il vento

 

con la borsetta al collo a tratti anche correndo

scappando da se stessa senza guardare intorno

nell'ombra del tramonto il cielo diventare scuro

e a fine giornata sempre grigio era il futuro

 

che buia è la stazione

non c'è quasi più nessuno

avrà cattiva intenzione quell'uomo laggiù

che adesso è solo

 

due treni un pò in ritardo una strana coincidenza

ma già il secondo giorno non riuscivamo a stare senza

guardarci nello sguardo e sentir pulsar la vena

ma solamente per il tempo di scendere e di risalire appena

 

che bello il tramonto anche se visto dall'uscita del metrò

è davvero romantico io non avrei pensato mai di trovarti qui

due destini estranei resta a noi farli diventare uno unico

dell'amore il brivido per riviverlo basta solo un attimo

 

vivevano distanti

ma qualcuno o qualcosa donò loro l'apostrofo

e vissero d'istanti

 

due treni un pò in ritardo una strana coincidenza

ma già il secondo giorno non riuscivamo a stare senza

guardarci nello sguardo e sentir pulsar la vena

e finalmente prendendoci per mano lentamente uscir di scena

 

L'apostrofo

 

Gabriele Fabbri feat. Betty Rose

 

Scritto e composto da Gabriele Fabbri

 

Interpretato da Gabriele Fabbri & Betty Rose

 

Arrangiamenti di Piermatteo Carattoni

 

Realizzazione e montaggio video di Andrea Parolo

 

Una produzione Radio Derbi Web & Lotus Music

 

Opera tutelata dal plagio su www.patamu.com con numero di deposito 71878